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NOTTE EUROPEA DEI MUSEI

Sabato 3 luglio 2021 si terrà la 17° edizione della Notte Europea dei Musei, organizzata dal Ministero della cultura francese con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’ICOM. 

L’iniziativa prevede l’apertura straordinaria serale dei luoghi della cultura statali al costo simbolico di 1€ (eccetto le gratuità previste per legge). 

Quale occasione migliore, quindi, per ammirare dal vivo opere d’arte in un orario insolito e suggestivo.

Ecco cosa offrono i musei di Venezia per questo appuntamento. 

La Fondazione Musei Civici di Venezia aderisce all’iniziativa tenendo aperti i suoi Musei tre ore oltre l’orario di chiusura.

Gli orari di apertura dei Musei saranno estesi come segue:

Scorcio notturno del Palazzo Ducale

I biglietti saranno acquistabili / prenotatili presso le sedi museali.

Durante le 3 ore di apertura straordinaria Palazzo Ducale e Museo Correr avranno biglietteria distinta.

Anche i Musei Statali di Venezia aderiscono all’iniziativa.

Per l’occasione è programmata alle ore 17.30 la visita guidata: “Un Museo nuovo: le prospettive del nuovo allestimento”, a cura della dott.ssa Marcella De Paoli

Prenotazione obbligatoria telefonando al numero 0412967663 

Si potrà godere di una visita guidata dal titolo: “Le cento vedute dei luoghi celebri di Edo di Hiroshige”, a cura della direttrice del Museo, Marta Boscolo Marchi.

La serie di xilografie realizzate tra il 1855 e il 1858 è certamente una delle più celebri e delle più sperimentali del grande paesaggista giapponese. Quando fu conosciuta in Occidente ispirò anche alcuni oli di Van Gogh.

Nel corso della visita i visitatori potranno visionare l’album con le 120 stampe rilegate abitualmente collocato in deposito. Prenotazione obbligatoria allo 041 5241173. 

  • Palazzo Grimani dalle 18.30 alle 22.00
  • Gallerie dell’Accademia dalle 19.15 alle 22.15: Durante la serata, saranno proposte due visite guidate alle 19.30 e alle 20.45. Gli appuntamenti sono gratuiti previo acquisto del biglietto. Si prevedono al massimo 10 persone, con prenotazione direttamente in biglietteria da quando scatta l’orario dell’apertura straordinaria. 

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PATIENCE: UN NUOVO MODO DI INDOSSARE GLI ABITI

Da qualche mese esiste a Venezia un piccolo angolo di poesia situato nel sestiere di Castello, precisamente in Calle Lion, tra la Scuola Dalmata e la Chiesa di San Lorenzo. 

E’ un luogo intimo, accogliente, nato per creare abiti ma anche per ospitare altre forme artistiche e artigianali. 

E’ molto più di una sartoria, molto più di un negozio di abbigliamento. 

Non appena se ne varca la soglia, si sente subito quel calore e quella tranquillità che solo una sala da thé o una piccola libreria sanno darti: un luogo dove la fretta non esiste e dove si può ammirare ogni centimetro di questo spazio. 

Un luogo dove la sartoria tradizionale si combina all’esigenza di proporre un abbigliamento fatto a mano e sostenibile. 

Il tutto impreziosito dal sorriso e dallo sguardo vivace della proprietaria di questo posto così speciale.

Ti sto parlando di PATIENCE e di Daniela, una giovanissima italo americana, con la passione per il cucito, il lavoro manuale, i viaggi e una spiccata sensibilità per la vita a ritmi lenti, intraprendente e sempre piena di idee e di progetti da realizzare. 

D: Ciao Daniela, puoi presentarti? 
R: Io sono Daniela Lombardo, ho 26 anni. Sono nata negli Stati Uniti, da mamma americana e papà veneziano, ma vivo a Venezia da quando avevo 2 anni.

D: Qual è il tuo percorso, la tua formazione ?
R: Sono laureata in lettere moderne; durante l’Università ho seguito dei corsi di cucito perché volevo assolutamente fare qualcosa di manuale. 

Il corso, iniziato giusto così per imparare, mi è piaciuto tanto. Durante tutto il periodo universitario ho realizzato abiti più per me, per la mia famiglia e le amiche ma a un certo punto ho deciso di provare a vedere se questa mia passione poteva diventare il mio lavoro. Ho iniziato a cimentarmi con qualche mercatino, ho provato a vendere un po’ online. 

Dopo essermi laureata mi sono trasferita negli Stati Uniti, dove sono rimasta quasi un anno: anche lì ho sperimentato i mercatini e la vendita online. 

L’anno scorso sono partita per la Nuova Zelanda dove ho lavorato nelle vigne; avevo intenzione di rimanere lì anche per quest’anno ma a causa del COVID sono ritornata a Venezia perché la situazione era incerta e non si sapeva cosa sarebbe successo.

Una volta tornata a casa, non sapendo cosa fare, vista anche la difficoltà nel trovare un lavoro, ho deciso di lanciarmi in una nuova avventura e provare ad aprire questo negozio. Un po’ per curiosità, ho iniziato a guardare degli spazi in affitto. Sono così riuscita a trovare questo spazio che mi è piaciuto molto e allora ho capito che era il momento giusto per avviare la mia nuova attività. Ho aperto il negozio a settembre; sono molto contenta perché questi primi mesi sono stati molto incoraggianti. Tante persone mi hanno sostenuto, c’è stato molto passaggio.

D: Che differenza hai notato tra Venezia e gli Stati Uniti nei confronti del tuo prodotto?
R: Sia a Venezia che negli Stati Uniti l’esperienza dei mercatini è stata abbastanza dura. Non ho avuto tanto successo anche se le persone che si avvicinavano erano entusiaste. A me è sempre rimasto in testa che quello che proponevo non fosse un prodotto da mercatini e questo mi ha spinto a voler provare il negozio. Anche l’online non ha mai preso piede. Per me il contatto con le persone è sempre stato fondamentale; non sono molto social, lo faccio perché capisco sia importante ma non sono tanto brava sotto quel profilo. Mi piace il contatto con le persone e avevo questa idea che con il negozio sarebbe stato diverso e infatti al momento lo è.

D: Cosa ti ha portato ad aprire un negozio in questo momento e per di più di abbigliamento realizzato a mano? Pazzia, ottimismo o una sana ingenuità?
R: [ride] Negli ultimi anni tutte le decisioni che ho preso, e sono state anche grandi decisioni come quella di trasferirmi dall’altro capo del mondo o cambiare lavoro da un giorno all’altro, sono state prese all’ultimo secondo. Mi piace cambiare, provare cose nuove. Quindi penso tanta pazzia ma allo stesso tempo riconosco anche di avere avuto tanta fortuna: ho un grande supporto dietro di me, molte persone che mi incoraggiano. Mi ritengo fortunata ad aver aperto questo negozio perché senza una rete dietro non ce l’avrei mai fatta. 

D: Cosa c’è dietro il nome del negozio?
R: “Patience”… non appena ho iniziato a realizzare abiti ho subito pensato a quale sarebbe stato il nome qualora fossi riuscita ad aprire un negozio. La cosa principale nel creare abiti fatti a mano è la pazienza, aspetto che in molti casi viene sottovalutato. Pazienza nel senso di ridare il valore di tempo alle cose; oggi diamo solo un valore economico. La prima volta che si realizza un abito, ci si rende conto subito di quanto tempo ci vuole.

Ho deciso di utilizzare il nome in inglese (la mia madre lingua) e non in italiano perché secondo me in inglese ha una sfumatura più positiva.

D: Che tipo di tessuto utilizzi per i tuoi abiti?
R: Tutti i tessuti che utilizzo sono naturali e cerco di stare sempre molto attenta alla maniera in cui sono stati prodotti. Utilizzo per esempio dei cotoni biologici prodotti da una piccola fabbrica in India che funziona interamente a energia solare, quindi energia verde, utilizza solo tinte naturali e le fantasie sono fatte tutte con “block printing” a mano. Utilizzo dei tessuti di recupero, delle lane che sedevano in magazzini da anni e che quindi sono state ritrovate. Lavoro con scarti di fabbrica di aziende locali. 

Sicuramente la parte del tessuto è una parte fondamentale e costituisce una continua ricerca. Mi piacciono molto queste aziende che sono riuscita a trovare in India, piccole, che lavorano con energia verde, ma mi piacerebbe spingermi molto di più sul locale, solo che non è così facile. E’ una continua ricerca, un perfezionamento. Anche per i filati sto cercando di utilizzare dei filati più eco compatibili. Ma anche per questo ci vorrà del tempo perché è difficile trovare qualcuno che voglia lavorare con piccoli numeri. Ma sono fiduciosa e troverò soluzioni migliori in futuro.

Da questo punto di vista il viaggio che ho effettuato in India è stato molto importante e stimolante. 

In realtà ho iniziato a cucire proprio quando sono tornata dall’India perché avevo comprato dei tessuti da alcune cooperative; ad esempio da una cooperativa di tibetani rifugiati nel nord del Paese e da una cooperativa che aveva un banchetto a Delhi. Quindi quando sono tornata con questi tessuti meravigliosi, mi sono detta “Ok io ci provo, vediamo se riesco a vendere le cose che faccio”.  

D: Venezia è tempo lento; è una città con i suoi ritmi. Perché Venezia e non gli Stati Uniti per questo tuo progetto?
R: Mi è piaciuto il tempo trascorso negli Stati Uniti, ma non mi ci vedrei a vivere soprattutto per lo stile di vita. Almeno per quanto riguarda i posti in cui ho vissuto, voleva dire trascorrere tanto tempo in auto; c’è l’idea di andare veloce. Anche lì si sta creando un movimento che va incontro alla lentezza, ma è molto più difficile anche a causa delle distanze. Venezia è una città che ho sempre amato. Sono spesso scappata ma poi torno sempre e per me al momento è la dimensione giusta. 

D: Cosa vuol dire per te aderire alla slow fashion (la moda lenta)?
R: Questa espressione ha avuto origine nel 2007, quando la consulente di design sostenibile Kate Fletcher ha definito con queste parole il tipo di produzione e di consumo di abbigliamento in base ai principi del movimento “slow food”. 

Il movimento slow fashion mira a creare consapevolezza sul consumo degli abiti. Una delle cose fondamentali della slow fashion è cercare di comprare abiti usati e di non consumare gli abiti, o di cambiarli ogni stagione.

Un altro movimento a cui aderisco è la fashion revolution che ha creato una campagna di sensibilizzazione che spiega come l’industria tessile sia una delle prime industrie più inquinanti soprattutto per quanto riguarda la tintura dei tessuti.
Io vorrei essere portavoce di questi temi.

Quando la situazione lo permetterà, vorrei aderire alla fashion revolution week: mi piacerebbe partecipare a dei workshop, organizzare degli incontri qui in negozio.
Vorrei anche organizzare una volta ogni due / tre mesi uno scambio di vestiti usati: qualcuno porta qui in negozio qualcosa e va via con qualcos’altro. 

D: Questo è uno spazio di creazione e di vendita, ma qui dai spazio anche ad altri artisti. In che modo crei questa sinergia?
R: Con ogni nuova collezione cerco un artigiano diverso, al momento di gioielli, da poter abbinare ai nuovi abiti che propongo. Questa idea mi è venuta perché quando stavo cercando uno spazio, cercavo un luogo grande da poter condividere con altri artigiani.
Negli Stati Uniti ho lavorato in uno spazio di coworking e per me è stato molto stimolante confrontarmi con altre persone. Purtroppo qui a Venezia non sono riuscita ad organizzarmi in questo senso, anche perché avevo bisogno di vedere come le mie cose potevano funzionare e mi sono chiesta “in quale maniera posso comunque condividere lo spazio?” Allora ho pensato di avere altri artigiani come ospiti; mensilmente ospito una mostra diversa di fotografia, quadri o illustrazioni. Idealmente all’apertura di ogni mostra organizzo un incontro con l’artista accompagnato da un piccolo rinfresco. E’ un modo per aiutarci: io do spazio a qualcuno che non ha un luogo dove esporre e grazie all’evento inaugurale, mi faccio conoscere da persone che fino ad allora non mi conoscevano. 

D: Hai arredato tu questo spazio?
R: Sì, i mobili sono tutti di seconda mano, recuperati in negozi dell’usato. Innanzitutto per una questione di costo, ma anche perché per me non ha senso acquistare mobili nuovi quando se ne possono recuperare di buoni e molto belli. Mi sono innamorata di un pezzo alla volta e ho dovuto comporli insieme. E’ stato molto divertente farlo e mi ci sono voluti due mesi per ottenere questo risultato. Da quando ho trovato lo spazio, ho trascorso due mesi sia a cucire la collezione sia a recuperare, ogni settimana, mobili per arredare il negozio. 

D: Questa nuova collezione a cosa si ispira? 
R: Questa collezione l’ho dedicata al mio viaggio in Nuova Zelanda. Le lane e i colori mi hanno ricordato quel viaggio. La prima collezione l’ho dedicata a Venezia, chiamandola “Laguna” e ogni capo era inerente alla laguna e al suo ecosistema. Ma visto che l’ultimo posto in cui sono stata prima di tornare a Venezia, è stata la Nuova Zelanda ho pensato fosse giusto dedicare la collezione a questo paese. E’ stato un viaggio molto bello; ho comprato un van e ho vissuto lì per 3 mesi: era un mio sogno quello di fare la vita nomade anche se purtroppo è durata meno del previsto.

D: Che progetti hai per il futuro? Come vedi questa attività? Quali sono le tue aspettative?
R: Spero e sento già che c’è un cambiamento nelle persone che si stanno sensibilizzando all’idea che è una necessità quella di ritornare al fatto a mano, un po’ in tutti gli ambiti, non solo nel campo dell’abbigliamento. Il fatto a mano si sta rivalorizzando. Rimane nella mia testa l’idea di avere un giorno uno spazio da condividere con altre persone e penso che prima o poi riuscirò a realizzare anche questo progetto.
Per me è sempre molto difficile fare programmi per il futuro; sono sempre piena di progetti e di nuove idee. Al momento sono molto contenta di essere qui e di vedere che ci sono molte persone che stanno apprezzando il mio lavoro e spero di poter continuare così almeno per un po’.

In un momento come questo in cui, soprattutto a Venezia, ci stiamo abituando ad assistere alla chiusura di tante attività, Patience rappresenta una grande speranza. Un progetto coraggioso, realizzato in maniera etica, nel rispetto dell’ambiente e delle persone, come dimostra in primis la scelta del tessuto e delle aziende con cui lavorare.
Un progetto portato avanti con entusiasmo e intelligenza da una giovane donna, Daniela, che ha saputo trasformare un momento di incertezza in un’opportunità. 
Una donna con un fuoco dentro che sono sicura saprà lei stessa costantemente alimentare, a Venezia o altrove poco importa … basta che porti con sé questa attenzione verso ciò che la circonda, dedizione e… pazienza. 

CONTATTI
Patience di Daniela Lombardo
Castello 3385/H – Calle Lion – Venezia
Email: madewpatience@gmail.com
Sito web: https://www.madewithpatience.com
Facebook: @patiencevenezia 
Instagram: madewithpatience

APPROFONDIMENTI SULLA MODA ECO SOSTENIBILE
Fashion revolution
Decrescita felice
https://www.myhappyflora.com/blog/che-cose-fashion-revolution/

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L’ARTE DEL VETRO E DELLA SETA DELLA FAMIGLIA MORETTI

“Con la stessa gioia per la vita che lui ci ha trasmesso, siamo felici di aver regalato un sogno a un papà presente, affettuoso, generoso, bellissimo dentro e fuori.
Un padre di cui essere orgogliose…”

Giovanna, Carlotta e Orsola Moretti 

Fin da bambina ho sempre adorato le storie.
Tra i ricordi di infanzia più forti che ho, vi sono i momenti trascorsi con mia nonna durante i quali mi leggeva o mi raccontava una favola.

La storia che sto per raccontarti ha un po’ il sapore di una favola e potrei iniziarla con un “C’era una volta…”

Ho avuto la fortuna di farmela raccontare da una delle protagoniste, Giovanna Moretti, conosciuta in occasione del Christmas Art Gallery attualmente in corso presso l’hotel Ca’ Sagredo.

E’ la storia di 3 sorelle, Giovanna, Carlotta e Orsola e del loro adorato padre, Andrea. 

È la storia di una serie di murrine, i cui colori, trasparenze e imperfezioni tipiche di una materia duttile, fragile e magica come il vetro, vengono trasportate su un materiale nuovo e prezioso, la seta, per dare vita a foulard coloratissimi, ipnotici nei quali perdersi.

E’ la storia di una tradizione che continua e si rinnova allo stesso tempo. 

E’ la storia di un’eredità, non tanto economica, ma artistica e affettiva; un’eredità fatta di passione, dedizione e di un sogno da portare avanti e realizzare. Un’eredità contrassegnata dall’attesa: lasciare il tempo necessario alle tre sorelle di comprendere il desiderio del padre, farlo loro e portarlo, con soddisfazione e orgoglio, a compimento.

Un racconto che mi ha davvero commosso e che lascio alle parole di Giovanna

D: Buongiorno Giovanna, può presentarsi?
R: Sono Giovanna Moretti, vivo a Venezia, abito qui da sempre. Sono figlia di due veneziani doc: papà muranese, mamma veneziana. Entrambi provengono da due famiglie che hanno fatto parte del mondo dell’arte veneziana. Papà lavorava a Murano con il vetro mentre la mamma faceva parte di una famiglia di tessitori veneziani, della Bevilacqua. 

Ho due sorelle  [Carlotta e Orsola] e insieme a loro, alla morte di nostro padre, abbiamo pensato di portare avanti la tradizione di famiglia, soprattutto per farla conoscere. E’ così che ha preso il via VITA DI VETRO, la nostra società che inizialmente è nata più come un’idea che come una società per poter vendere. 

E’ nata proprio dalla passione di papà per il vetro. Purtroppo papà era malato di cuore da molti anni; era una persona solare, innamorata di tutto quello che era stato il suo passato, del suo percorso nel mondo del vetro. Era solare nel senso che in qualche maniera riusciva a trasmettere agli altri questo amore. Veniva chiamato il “nonno con le murrine in tasca” perché aveva sempre delle piccole murrine che regalava alle persone che incontrava e che gli facevano simpatia. Per cui se avesse incontrato lei di sicuro le avrebbe detto “tieni questa, è un portafortuna”, anzi le avrebbe regalato la “rosetta” che è una perla che porta fortuna per la vita, per il futuro.

Ci ha lasciato questa eredità importante che noi non possiamo tenere in un cassetto; sentiamo di dover raccontare agli altri quello che lui ci ha raccontato e trasmesso affinché rimanga. L’idea di creare foulard con i disegni delle murrine è venuta proprio a lui che, nel giugno 2016, insistentemente voleva portare a termine questo progetto. Non ci siamo riusciti e lui era visibilmente triste. Purtroppo è mancato nell’agosto del 2016 e, ironia della sorte, in settembre avremmo dovuto avere l’appuntamento con la ditta Bevilacqua per creare i tessuti per i foulard, ma a quel punto a noi è venuta a mancare la forza per portare avanti questo progetto.

La svolta
L’anno successivo, nel 2017, si è svolta la prima edizione della Venice Glass Week.
E lì si è verificato un vero e proprio corto circuito! Quando una cugina ci ha detto che avrebbe partecipato alla Glass Week, ci si è accesa una lampadina e io e le mie sorelle ci siamo dette: “qui bisogna assolutamente portare e esporre il campionario e fare questi foulard che il papà voleva”. Da lì a un mese e mezzo avevamo tutto pronto per poter partecipare alla Venice Glass Week del mese di settembre. Noi tre sorelle ci siamo messe di impegno per riuscire in questa operazione e alla fine abbiamo presentato i foulard: una collezione di otto foulard, 90×90 e 40×40 in seta di Como che avevano i disegni, le imperfezioni e le bolle stesse del vetro riportate su preziosa seta cucita a mano. Li abbiamo chiamati con i nostri nomi: Giovanna, Carlotta, Orsola e con i nomi dei nostri figli.

Abbiamo presentato il campionario qui a Ca’ Sagredo organizzando una conferenza.
Tanti non conoscevano questo pezzo della storia di Murano. 

L’antenato
Già nell’800 Vincenzo Moretti (1835 – 1901), un antenato del papà, con la sua produzione di vetro murrino ha ispirato la realizzazione di innumerevoli pezzi artistici ora custoditi in diversi musei del mondo e in collezioni private (ad esempio ad Altino stesso, al Museo del Vetro di Murano…)

Le 102 formelle 4x4cm che componevano il suo Campionario, oggi diviso in 3 collezioni, sono la prova tangibile di diverse combinazioni di disegni e colori da cui i suoi clienti potevano scegliere ciotole, vasi, e altri oggetti. 

Noi disponiamo di un terzo di questo campionario, dove sono riprodotti i vecchi disegni dell’epoca romanica e abbiamo voluto riportarli sulla seta. Devo dire che è stata una sorpresa anche per noi, nel senso che vedere ingrandito un 4cm x4 su 90×90, quindi su quasi un metro di tessuto, ci ha permesso di osservare dei particolari che in una murrina piccola non si vedono assolutamente, come colori, imperfezioni, bolle, sfumature …

Ricordo l’emozione di noi tutte quando abbiamo visto la prima realizzazione. Anche nostra madre, inizialmente restia verso questo progetto, è stata sommersa dall’emozione e ha chiesto di tenere per sé il primo capo come ricordo. 

VITA DI VETRO
Devo dire che i foulard sono piaciuti tantissimo. Molti hanno capito che non si trattava solo di una seta bella ma di un qualcosa che aveva una storia che partiva da tanto sentimento. Abbiamo poi creato questa società per poter vendere i foulard e l’abbiamo chiamata VITA DI VETRO perché il papà ha dedicato la sua vita al vetro ma, pur essendo una persona forte, sportiva, aveva un cuore molto fragile senza saperlo, perciò nel nome dato alla società abbiamo voluto unire questi due aspetti. 

Abbiamo partecipato ad altre due Glass Week, presentando tutto il percorso del vetro: dal momento in cui esce come massa incandescente dal forno fino a quando diventa canna che veniva tirata nella fabbrica del nonno dove lavorava anche il papà, fino a diventare murrina o perla in altri casi. Nella fabbrica papà faceva anche delle lampade semilavorate che poi venivano acquistate da grosse ditte industriali che negli anni hanno sviluppato un mercato meraviglioso attorno a questi oggetti. 

Nel 2019 abbiamo realizzato la lampada Giuli perché papà ci aveva lasciato una cartellina con tutte le notizie per portare a termine questo progetto che era rimasto incompiuto. Per cui abbiamo fatto soffiare la lampada; non ci aveva detto dove andare, quella è stata una nostra scelta ma a quanto pare siamo andati nella giusta direzione perché quell’anno Simone Cenedese, maestro vetraio muranese, ha vinto il premio “Glass in Venice” come artista migliore dell’anno. Ci piace pensare che nostro padre ci abbia guidate fino a lui.

Abbiamo presentato la lampada qui a Ca’ Sagredo: sono intervenuti l’artista Fabrizio Plessi, Carlo Urbinati (presidente dell’azienda Foscarini), Sandro Zecchin (esperto del vetro), tutti e tre amici di nostro padre. Si è quindi svolta la presentazione della lampada che era coperta da un foulard, le nipoti l’hanno accesa e l’abbiamo chiamata Giuli, con il nome della mamma. 

D: Da ragazze come guardavate alle attività dei vostri genitori? Avevate mai pensato che un giorno avreste preso le redini dell’attività di famiglia? 
R: No, non l’avremmo mai pensato anche perché tutte e tre abbiamo intrapreso strade professionali molto diverse. Il papà ci ha sempre insegnato molto sul vetro, ci portava in fabbrica sin da bambine, abbiamo dei ricordi nitidi dei giri in fornace, in mezzo ai fuochi però lui diceva sempre che era un mondo particolare, non facile, per cui non ci ha mai incoraggiate a prendere la sua strada. Non ci ha nemmeno mai detto di no. Noi abbiamo preso strade diverse ma a lui bastava che noi portassimo avanti la cultura del vetro, la conoscenza di queste cose. Spesso ci inviava email con tantissimo materiale e quando noi dicevamo che non eravamo riuscite a leggerle, lui ci rispondeva “avrete tempo” ; noi non capivamo questo “avrete tempo”. Quando ? Quando saremo anziane? Invece era “ quando io non ci sarò più, qui troverete tutto quello che avreste voluto chiedermi e non mi avete chiesto”.

Per cui noi ora disponiamo di materiale che andiamo a consultare come se fosse oro colato. Ci ripeteva sempre: “troverete tutto e direte – ma guarda che papà ordinato che abbiamo”. Infatti abbiamo ritrovato molto. Questo ci ha consolato, se così si può dire, visto che non si riesce mai a trovare consolazione dinanzi a una perdita di questo tipo. Ma visto che non possiamo tornare indietro, avere questo materiale ci aiuta a sentirlo più dentro di noi. Io ora non ho più bisogno di chiedermi questa cosa come la faccio? Tante volte la faccio – non so se mi illudo – ma la faccio come la farebbe lui perché sento che mi dà delle direttive e ciò è molto confortante.

D: Come vede oggi il futuro della vostra società?
R: E’ un momento difficile, un po’ anche a causa del Covid. Ci sarà sicuramente un ritorno alla tradizione, al fatto a mano. Certo uno può acquistare un foulard meno costoso dei nostri, che magari riporta il disegno di un quadro di un pittore più famoso del nostro Vincenzo Moretti però non c’è dietro tutta quella tradizione. Sarebbe stato semplice per noi fare una linea meno costosa, su un tessuto qualsiasi, probabilmente lo avremmo venduto di più ma avremmo svilito tutto. 

D: Esiste uno showroom, un negozio dedicato solo ai vostri foulard?
R: Abbiamo avuto per un periodo uno showroom ma era un temporary, è durato solo un mese. Abbiamo però partecipato alle Venice Fashion Week durante le quali abbiamo mostrato i nostri foulard e anche i nostri abiti. 

Sono state organizzate sfilate al Bonvecchiati, al Bauer e presso Palazzo Paruta: è stato molto bello vedere questi vestiti indossati da modelle. 

Abbiamo dato i foulard a dei negozi. L’idea di aprire uno store nostro c’è, ma non in questo momento; in un futuro perché no? Volendo sognare, pensiamo a Piazza San Marco, dove la gente si aspetta l’eccellenza, non perché noi siamo più brave degli altri, ma perché proponiamo un prodotto particolare. 

Nell’ aprile 2018 abbiamo creato un’altra edizione di foulard con altre 3 fantasie, chiamandoli questa volta con i nomi che ci venivano in mente come “Acquario”, “Mare in tempesta”, “Tramonto” … a seconda della sensazione che ci dava il disegno del foulard e li abbiamo fatti più grandi per il periodo estivo, questa volta in rasatello di seta, in georgette e in chiffon. Poi abbiamo proposto un’edizione limitata per il Natale 2017 con tutti i foulard che avevamo prodotto durante la prima edizione, riportati su un unico foulard in cachemire con i contorni rossi proprio perché era Natale.

Purtroppo il COVID ci ha imposto una battuta di arresto e non abbiamo più prodotto. Al momento cerchiamo di far conoscere ciò che abbiamo.

Abbiamo avuto un’esperienza bellissima con Obag che ci ha chiesto, per la Venice Glass Week, di esporre le loro borse con i nostri foulard attaccati. Hanno allestito una mostra all’interno del loro negozio Obag di Venezia dedicata alla storia del campionario e alla storia di VITA DI VETRO. In una stanza con mattoni a vista sono stati appesi dei plexiglass con i foulard e vicino la storia della società, basata su ciò che nostro padre ci aveva raccontato e sulla lavorazione delle singole formelle. 

D: Come ci si sente oggi ad aver realizzato il sogno di un padre? 
R: E’ fantastico; io vorrei averlo qui, per poterlo abbracciare e potergli dire “abbiamo fatto tutto quello che desideravi”. 
Noi siamo felici di poter portare avanti una cosa che lui voleva assolutamente realizzare e che ha lasciato incompiuta. 
Noi ci chiediamo sempre: “Chissà papà… starà facendo i salti sulle nuvole”. 

Penso proprio di sì; immagino la sua gioia e il suo orgoglio nel vedere realizzare un sogno così grande proprio dalle sue figlie, nelle cui vene, secondo papà Andrea, “scorre il vetro”… anche perché i sogni, si sa, non sono fatti per stare in un cassetto.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI E CONTATTI
Sito web: https://vitadivetro.wixsite.com/andreamoretti
Instagram: vitadivetro
Email: vitadivetro@gmail.com
Tel.: +39 3396443666

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CHRISTMAS ART MARKET

Se non vuoi perderti la magia del Natale, nonostante questo periodo così particolare, ti consiglio una visita al Christmas Art Market allestito presso il magnifico Hotel Ca’ Sagredo.

Un luogo che lascia a bocca aperta non appena si varca la soglia di ingresso e che celebra il Natale all’insegna dell’Arte, sotto forma di mercatino – esposizione. 

Cosa troverai? Una piccola mostra d’arte dove ad essere esposte sono le opere di 9 artisti veneziani o di adozione: gioielli in vetro di Murano, capi d’abbigliamento, fotografie d’autore, elementi di design a veli di seta dai colori del vetro … Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Dove?
Hotel Ca’ Sagredo – Campo Santa Sofia 4198/99

Quando?
Da martedì 8 dicembre a giovedì 24 dicembre 2020
Lunedì – Domenica, dalle 10.00 alle 18.00

Entrata Libera

Organizzazione: 
ONVIEW EXPERIENCES AND WEDDINGS
Allestimento a cura di G’art [galleria delle arti] – Venezia

GLI ARTISTI PRESENTI

STEFANO CERETTI
Piemontese di nascita, è fotografo professionista dal 1992. Spazia dalla moda al ritratto, dal reportage alla “street photography”. Mostre, pubblicazioni e serate di presentazione dei suoi lavori sono state realizzate a Berlino, Londra, New York e Tokyo, oltre che in molte città italiane.

SILVIA FINIELS
Nata a Parigi, nel 1997 approda a Venezia dove, grazie agli studi di moda e al suo amore per il vetro di Murano crea meravigliose collane realizzate con antiche perle veneziane. Nel 2007 nasce il brand Aventurina Design per una ricerca approfondita sulla creazione di lampade vintage. 
Sensibile al ciclo di vita dei materiali, Silvia recupera vetri artistici di grandi maestri vetrai per dare loro una seconda vita attraverso un’attenta ri-lavorazione e un sapiente assemblamento: ogni lampada diventa così una scultura unica. 

BEATRICE MACOR – IMPRONTA CREATIVA
Figlia d’arte, Beatrice proviene da una storica famiglia di tappezzieri di Udine. Architetto, si specializza in progettazione e arredamento di interni. Oggi propone alcune linee di design ideate e realizzate completamente da sé. 
Canali social: Impronta Creativa di Beatrice Macor

ORSOLA MAINARDIS
Veneziana, appassionata di arte, design e fotografia, Orsola Mainardis inizia il suo percorso professionale nel campo dell’abbigliamento femminile, attraverso la progettazione di gioielli realizzati con materiali originali e ricercati come i cristalli e i vetri di Murano: bijoux e accessori all’insegna dell’unicità!

VITA DI VETRO – ANDREA MORETTI, LE SORELLE MORETTI
La “seta di vetro” è un progetto delle sorelle Giovanna, Carlotta e Orsola Moretti, dove la passione per il vetro nasce da una tradizione di famiglia, iniziata da Vincenzo Moretti (1835 – 1901) e ripresa anche da Andrea Moretti, padre di Giovanna, Carlotta e Orsola.
Da singoli pezzi di campionario di vetri murrini, nasce l’idea di trasportare su seta, cashmere e chiffon i colori, la trasparenza e le preziose imperfezioni di una materia duttile, fragile, magico come il vetro.

FULVIA NOTARIS – ANTARES
Scopre la passione per il design sui banchi della facoltà di Architettura a Milano e ha la fortuna di studiare con grandi maestri del design internazionale. Tra il vetro e Fulvia è amore a prima vista e allo stesso tempo Fulvia si nutre degli stimoli offerti dalla storica scuola padovana di oreficeria, ricca di influenze cosmopolite e punto di incontro di artisti capaci di lavorare i materiali più diversi. Il brand Antares Venezia nasce nel 1995.

THIS MASQUERADE
E’ un progetto di collaborazione tra G’art [galleria delle arti], On View Experiences and Weddings e A.A. la cui sigla significa semplicemente Artigiano Artista : tre realtà differenti che hanno il desiderio di operare per il bene comune nella ri-valutazione dello straordinario patrimonio dell’arte e dell’artigianato d’autore veneziano e italiano. Vengono così riproposte una serie di maschere di artigianato artistico uniche e preziose, realizzate in carta presta secondo l’antica tradizione veneziana dei maschereri e decorate con gli scarti della lavorazione del vetro di Murano.

ANTONIA TREVISAN
Vive e lavora tra Venezia e Vicenza. Grazie agli studi di progettazione, pittura, design per l’arredamento, negli anni 70 frequenta gli studi di famosi designer, artisti e architetti sviluppando un profondo legame con l’arte applicata. In quegli anni nascono le sue prime vetrate artistiche, realizzate con lastre di vetro soffiato colorato, tagliate autonomamente, assemblate con collante trasparente e inserite fra pannelli di vetro antisfondamento.

LAURA ZULIANI
Laura realizza capi d’abbigliamento, accessori e gioielli fatti a mano nel suo Atelier a Trieste. Da sempre dedita al modellismo sartoriale, al taglio e cucito, alla stampa su carta e tessuti, accetta una sfida con la lana cardata, non sempre facile da lavorare. Con lei la lana viene tinta con materiali naturali, stampata con fiori e foglie, legata insieme in modo da produrre disegni geometrici, lavorata con acqua e sapone o con l’ago fino a renderla “un velo”. Ogni creazione è un pezzo unico o prodotto in edizione limitata.

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FESTA DEL REDENTORE 2020

Un Redentore diverso quest’anno.

Come saprai il Redentore, da ormai 5 secoli, è una delle ricorrenze più sentite e attese dai veneziani.

L’evento ricorda la liberazione dalla peste che flagellò Venezia dal 1575-1577, decimando più di un terzo della popolazione della città, e la costruzione, per ordine del Senato veneziano, della Chiesa del Santissimo Redentore quale ex voto per la liberazione della città.

Il concorso per la costruzione della chiesa del Redentore venne vinto dal famoso architetto Andrea Palladio e, quando l’epidemia si placò, nel 1577, iniziarono i lavori di costruzione. Da quel momento ogni anno, la terza domenica di luglio, viene allestito un ponte votivo sul Canale della Giudecca per far passare la processione di fedeli che ringraziano il Redentore per la fine di quella tragedia.

Oggi in questa festa convivono l’aspetto religioso e quello spettacolare, grazie all’impareggiabile spettacolo pirotecnico che, la notte del sabato, attrae migliaia di visitatori. La tradizione vuole che al tramonto le imbarcazioni, perfettamente addobbate con frasche e palloncini colorati e ben illuminate, comincino ad affluire nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca. In barca si consuma un’abbondante cena a base di piatti della tradizione veneziana in attesa dello spettacolo pirotecnico, che inizia alle ore 23.30 e dura fino a mezzanotte inoltrata.

Ero in trepida attesa per questa edizione 2020. Può sembrare infantile, ma in realtà attendevo con ansia i fuochi d’artificio: avrebbero rappresentato molto per me quest’anno.

Un ritorno alla bellezza, all’emozione, allo stare insieme, un ritorno alla vita, a un momento magico in un contesto magnifico, come quello di Venezia.

Ma l’emergenza sanitaria ovviamente ha imposto misure restrittive e, con immenso dispiacere di tutti (ma c’era da aspettarselo) la cancellazione dello spettacolo pirotecnico, annunciato dal sindaco Brugnaro qualche giorno fa. 

Come indicato nel comunicato stampa diramato dal Comune di Venezia, la festa comunque ci sarà anche se con un programma ridimensionato:

La Festa si aprirà venerdì 17 luglio, alla sera, con l’inaugurazione del Ponte Votivo, a cui prenderà parte, oltre a Brugnaro anche il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia insieme alle principali autorità cittadine. Il ponte resterà poi aperto al pubblico fino alla mezzanotte di domenica 19 luglio. Confermate le celebrazioni religiose, l’accensione delle tradizionali luminarie lungo fondamenta delle Zattere e alla Giudecca, il programma dei festeggiamenti si aprirà sabato 18 luglio quando il Canal Grande si trasformerà in un grande palcoscenico solcato in più momenti da quattro “freschi notturni” che diffonderanno diverse musiche lungo le rive, in un percorso che partirà dalla stazione ferroviaria, toccando Punta della Dogana, fino alla Giudecca. In serata ancora musica, con concerti in alcuni plateatici in varie zone della città, grazie alla collaborazione degli esercenti. Il pomeriggio di domenica 19 luglio sono confermate le regate di voga alla veneta nel tratto antistante la Giudecca, alle ore 16.00 quella dei giovanissimi su pupparini a 2 remi, alle ore 16.45 i pupparini a 2 remi e alle ore 17.30 la regata su gondole a 2 remi.

IL PROGRAMMA

Venerdì 17 luglio

Ore 20.30: apertura del Ponte votivo che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore sull’Isola della Giudecca (aperto fino alla mezzanotte di domenica 19 luglio)

Sabato 18 luglio

Luminarie del Redentore lungo le rive delle Zattere e della Giudecca

Galleggianti del Redentore: dalle ore 19.00 alle ore 23.00 di sabato 18 luglio musica itinerante in Canal Grande, bacino di San Marco, Zattere e Giudecca

Domenica 19 luglio

Regata del Redentore: Canale della Giudecca:

  • Ore 16.00: regata dei giovanissimi su pupparini a 2 remi
  • Ore 16.45: regata su pupparini a 2 remi
  • Ore 17.30: regata su gondole a 2 remi
  • Ore 19.00: isola della Giudecca, presso la chiesa del Redentore, Santa Messa Votiva

Per maggiori informazioni: www.redentorevenezia.it

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UN’ESTATE ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Ritorniamo a parlare di Biennale perchè, come ti avevo anticipato, c’è una bella novità in arrivo tra pochissimo tempo.

A partire dal 15 luglio infatti la Biennale di Venezia proporrà:

  • visite guidate gratuite (solo su prenotazione)
  • attività Educational ai Giardini e all’Arsenale
  • la mostra La Biennale all’Arsenale 1998/2020
  • e tante altre iniziative …
La Biennale all’Arsenale 1998/2020

LE VISITE GUIDATE

Come riportato sul sito della Biennale, al centro delle visite saranno le suggestioni storico/architettoniche delle sedi espositive della Biennale, per scoprire i luoghi storici di Mostre ed Esposizioni Internazionali, da un punto di vista inedito legato anche al contesto urbano. Le visite guidate saranno condotte in italiano e in inglese (disponibili su richiesta, soggetta a disponibilità, anche in spagnolo, francese e tedesco).

Giardini
Visite guidate all’aria aperta condurranno i visitatori attraverso i Giardini della Biennale, il verde storico e i Padiglioni permanenti, capolavori di architetti internazionali. Sarà possibile approfondire l’affascinante vicenda dei Giardini anche attraverso attività specifiche dedicate alle diverse fasi storiche, con quattro appuntamenti distinti per approfondire gli aspetti architettonici, culturali e politici del luogo, dalla Belle Époque agli anni Venti, dagli ampliamenti degli anni Trenta fino alla ricostruzione e alla globalizzazione.

Arsenale
Percorsi guidati dell’Arsenale risaliranno dalla sua attuale destinazione, grazie ai recenti restauri, agli adattamenti otto-novecenteschi, agli interventi rinascimentali, fino alla sua mitica fondazione medievale.

MOSTRA LA BIENNALE ALL’ARSENALE 1998/2020. GLI INTERVENTI DI RESTAURO E RIQUALIFICAZIONE

All’interno del percorso di visita guidata all’Arsenale, dal 15 luglio al 25 ottobre, si terrà una mostra che illustra gli interventi realizzati dalla Biennale di Venezia all’Arsenale. L’accesso avverrà su prenotazione obbligatoria della visita guidata. Saranno esposti grandi pannelli fotografici nei quali si potranno vedere le immagini degli spazi dell’Arsenale dell’area Sud-Est in concessione alla Biennale, prima dei lavori, durante i cantieri, dopo il completamento delle opere di restauro e riqualificazione. La Biennale infatti, a partire dal 1998, ha condotto un ampio programma di valorizzazione dell’area con l’obiettivo di aprire al pubblico gli edifici, oggi utilizzati dalla Fondazione, per:
• attività espositive (le grandi Mostre Internazionali di Arte e Architettura)
• attività teatrali, di musica e di danza (Settore artistico introdotto con la riforma statutaria del 1998)
• attività di formazione artistica e stage (Biennale College)
• attività della logistica e accoglienza del pubblico

FAMIGLIE E BAMBINI

E per i più piccoli e le loro famiglie ? Saranno attivati percorsi didattici contraddistinti da un colore che andrà a definire la tematica corrispondente. Attraverso una serie di passeggiate all’aria aperta, si alterneranno il Percorso Verde per entrare in contatto con gli elementi naturali e del paesaggio dei Giardini, il Percorso Azzurro per immergersi nella storia di Venezia e osservare le strutture architettoniche, la terra e l’acqua dell’Arsenale, il Percorso Giallo per giocare sulla relazione tra architetture, corpo e movimento e il Percorso Rosso che proporrà suggestioni di carattere sonoro. 
Le attività per le famiglie saranno condotte in italiano.

MESTRE

Un programma specifico sarà realizzato anche a Mestre, al Parco Albanese (Bissuola), per avvicinare il pubblico dei più piccoli alla Biennale Architettura 2021 attraverso un Concorso di fotografia dal titolo Le Geometrie del Parco, forme e colori.

Il programma, il calendario degli appuntamenti e le modalità di partecipazione e prenotazione obbligatoria saranno disponibili prossimamente online sul sito della Biennale.

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RIAPERTURA DEI MUSEI A VENEZIA

Le istituzioni culturali veneziane poco alla volta stanno riaprendo al pubblico.  
Tutte le precauzioni sono necessarie, ma resta comunque una bella notizia. Venezia riparte e riapre alla bellezza, e qualche visitatore inizia a fare capolino in città. E tu?

Se vuoi programmare una visita presso alcune istituzioni, ecco alcune informazioni che possono esserti utili.
Per sicurezza, ti invito comunque a consultare il sito di ogni singola istituzione per verificare le modalità di prenotazione, gli orari di apertura e tutte le loro novità in corso.

Seguiranno aggiornamenti… 

MUSEI CIVICI
Da sabato 13 giugno Palazzo Ducale, Museo del Vetro a Murano e Museo del Merletto a Burano sono aperti al pubblico.

I musei saranno accessibili fino a giovedì 30 luglio con il seguente orario:

Palazzo Ducale:
da giovedì a domenica: dalle 9.00 alle 18.00
Biglietto gratuito per residenti e nati a Venezia, bambini fino ai 6 anni
5,50€: dai 6 ai 18 anni tariffa ridotta
13,00€: tutti gli altri visitatori

uno scorcio di Palazzo Ducale in notturna


Museo del Vetro di Murano:
ogni sabato e domenica e giovedì 30 luglio, dalle 11.00 alle 17.00

Museo del Merletto di Burano:
ogni sabato e domenica e giovedì 30 luglio, dalle 12.00 alle 16.00
L’ingresso a Museo del Vetro e Museo del Merletto sarà gratuito per tutti i visitatori.

Da venerdì 31 luglio aprono al pubblico i seguenti Musei Civici:

Palazzo Ducale: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00

Museo del Vetro di Murano: dal giovedì alla domenica, dalle 11.00 alle 17.00

Museo del Merletto di Burano: dal giovedì alla domenica, dalle 12.00 alle 16.00

Museo di Palazzo Mocenigo: dal venerdì alla domenica, dalle 11.00 alle 17.00

Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano: dal venerdì alla domenica, dalle 11.00 alle 17.00

Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue: dal venerdì alla domenica, dalle 11.00 alle 17.00


GALLERIE DELL’ACCADEMIA
Il museo è visitabile dal martedì alla domenica dalle 8.15 alle 19.15
Lunedì: chiusura settimanale

COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
La Collezione Peggy Guggenheim è aperta il sabato e la domenica dalle 10 alle 18.
L’accesso sarà contingentato e i visitatori e lo staff seguiranno nuove norme comportamentali di sicurezza, in linea con lo spirito di accoglienza della Collezione.

giardino del Palazzo Venier dai Leoni – Collezione Peggy Guggenheim

TEATRO LA FENICE
E’ possibile effettuare le visite tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
La prenotazione è obbligatoria per via telefonica allo 041 786672 ed è effettuabile dalle ore 10:00 alle ore 17:00 dal lunedì al venerdì.

Dal 3 al 30 giugno, l’ingresso sarà a tariffa ridotta per tutti i visitatori, previa prenotazione telefonica come precedentemente segnalato.

FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Museo, Area Scarpa, Collezione Intesa Sanpaolo e mostre temporanee sono aperti al pubblico solo sabato e domenica (dalle ore 10 alle 18) per un numero limitato di visitatori in contemporanea.

L’ingresso alla Fondazione è consentito solo ad utenti e visitatori già dotati di dispositivi di protezione personale (guanti e mascherine) e previa sottoscrizione di autocertificazione in merito a quarantena Covid-19 e temperatura corporea.

Non sono disponibili i servizi di guardaroba e caffetteria. 

ISOLA DI SAN LAZZARO DEGLI ARMENI
Tutti i giorni, solo su prenotazione
Telefono: 0415260104

E-mail: visite@merchitar.org

Turno 1: dalle 9.45 alle 11.45 (linea 20 – ore 9.30)

Turno 2: dalle 13.45 alle 15.45 (linea 20 – ore 13.30)

Turno 3: dalle 15.45 alle 17.15 (linea 20 – ore 15.30)

La linea 20 parte dall’imbarcadero San Zaccaria / B
Max 12/18 persone ogni turno. Offerta minima: 8€/persona
Secondo le disposizioni regionali, l’accesso al Monastero è permesso esclusivamente muniti di mascherina, guanti o gel igienizzamte.

All’ingresso potrebbe essere rilevata la temperatura 

CHORUS VENEZIA
Riprendono le visite artistiche delle Chiese appartenenti al circuito Chrous

 Da lunedì 15 giugno a sabato 27 giugno (ESCLUSA DOMENICA 21) i nuovi orari di apertura sono:

SANTA MARIA DEL GIGLIO
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

MUSEO DI SANTO STEFANO
dalle 11.30 alle 17.00

SANTA MARIA FORMOSA
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

SANTA MARIA DEI MIRACOLI
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

Chiesa Santa Maria dei Miracoli



SAN GIOVANNI ELEMOSINARIO
dalle 10.30 alle 13.30

SAN POLO
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

SAN GIACOMO DALL’ORIO
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

SAN STAE
dalle 14.30 alle 17

SANT’ALVISE
dalle 10.30 alle 12 e dalle 13 alle 17

SAN PIETRO DI CASTELLO
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

trono di Attila – San Pietro di Castello



SANTISSIMO REDENTORE
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

SANTA MARIA DEL ROSARIO – I GESUATI
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

SAN SEBASTIANO
dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17

SAN GIOBBE
(la chiesa rimane temporaneamente chiusa alle visite artistiche)

BASILICA DEI FRARI
Da lunedì a sabato: dalle 9:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30).
Domenica e Solennità: dalle 13:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:30)

SCALA CONTARINI DEL BOVOLO
Per il mese di Giugno 2020 Scala Contarini del Bovolo sarà aperta da venerdì a domenica con orario 10:00 – 13:00 / 13:30 – 18:00.

L’accesso sarà SOLO su prenotazione.

WIGWAM CLUB GIARDINI STORICI VENEZIA
Se vuoi visitare alcuni tra i più bei giardini di Venezia (spesso chiusi al pubblico) ti consiglio di contattare l’associazione Wigwam Giardini Storici Venezia e di affidarti alla bravissima Mariagrazia Dammicco. Scoprirai un patrimonio inestimabile e da salvaguardare.
Per il mese di giugno, l’associazione propone diverse visite guidate.
Per conoscere il calendario degli eventi ti invito a consultare la pagina Facebook dell’associazione.
E se intanto vuoi un assaggio, ti consiglio la lettura della Guida ai Giardini di Venezia: verrai a conoscenza di una serie di spazi verdi, spesso poco o per niente conosciuti, rimanendo affascinato dalla loro ricchezza e bellezza.

CASA DEI TRE OCI

Da sabato 11 luglio la Casa dei Tre Oci riapre al pubblico con la mostra dedicata a Jacques Henri Lartigue. La mostra sarà allestita fino al 10 gennaio 2021.

Per celebrare la riapertura sabato 11 luglio ingresso gratuito dalle 14.00 alle 19.00
ORARI
Luglio e agosto: dal venerdì’ alla domenica, dalle 11.00 alle 19.00
Prezzo speciale: 9€

L’accesso alla Casa dei Tre Oci sarà contingentato e avverrà nel rispetto delle attuali norme sulla sicurezza.

PALAZZO GRASSI – PUNTA DELLA DOGANA
Palazzo Grassi propone due mostre dall’11 luglio al 20 marzo 2021:
Youssef Nabil. Once Upon a Dream
Henri Cartier – Bresson. Le Grand Jeu
Apertura: sabato, domenica e lunedì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)

Punta della Dogana
Untitled, 2020. Tre sguardi sull’arte di oggi
dall’11 luglio al 13 dicembre 2020
Apertura: sabato, domenica e lunedì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)

CASANOVA – MUSEUM & EXPERIENCE
Muovendosi per le sale di Palazzo Malipiero si godrà di un’esperienza in prima persona delle atmosfere, dei suoni, degli scenari e dei costumi che hanno visto protagoniste le vicende legate all’uomo Casanova ed al suo tempo.
Apertura: sabato e domenica, dalle 10.00 alle 18.30

arte, visitare Venezia

ALLA SCOPERTA DI UN IMPERO DI LEGNO E DI PIETRA

Qualche giorno fa ti avevo parlato di Giovanna e del suo lavoro di guida turistica, ricordi?
Ho avuto il piacere di seguirla in uno dei suoi tour, “Alla scoperta di un impero di legno e di pietra”, e devo ammettere che è stata un’esperienza molto ricca e sorprendente.

Venezia non smette mai di stupirmi e farmela raccontare da chi vi è nato e l’ha studiata non ha prezzo. Due ore di passeggiata, di storie, aneddoti, di dettagli avuti sempre sotto il naso e mai osservati. Per giorni e giorni ho avuto nella testa le spiegazioni di Giovanna e ora compio lo stesso percorso con occhi diversi. E visto che con Giovanna le belle sorprese sono sempre dietro l’angolo, abbiamo concluso il tour presso l’Osteria Salvmeria.

Ho riassunto questo percorso nel video che troverai qui di seguito.
Se vuoi trascorrere due ore in piacevole compagnia e carpire i segreti di questa meravigliosa città, non esitare a prenotare un tour. Puoi contattare direttamente Giovanna scrivendo a giovannadicataldo7@gmail.com
Buona visione!

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VISITARE VENEZIA CON GIOVANNA, GUIDA TURISTICA ACCREDITATA

Visitare Venezia con una guida turistica (ben inteso accreditata) credo sia uno dei più bei regali che tu possa farti. 

Perché? Perché una guida è in grado di trasmetterti l’incanto di questa città, illustrarti i suoi ritmi calmi e lenti, i suoi colori che cambiano con il tempo e con l’umore. Ti aiuta a instaurare un dialogo più personale e intimo con essa.


E’ per questo che oggi ti presento Giovanna, che può essere il tuo punto di riferimento o di partenza se decidi di trascorrere qualche giorno in città. 

Giovanna Di Cataldo


Ti racconto un po’ di lei: innanzitutto preparati perché Giovanna è energia allo stato puro. Dopo averla conosciuta, sono sicura che ti porterai dietro il suo sorriso tra le più belle immagini di Venezia.

Mi sono fatta questa idea sin dal nostro primo incontro. Ero a Venezia da pochi mesi e stavo visitando una mostra allestita a Punta della Dogana e lei era la guida. Ricordo che al di là delle sue calze allegre e colorate mi aveva colpito il suo modo diretto, schietto e spontaneo di entrare in contatto con le persone e ho subito pensato che la comunicazione in generale fosse il mestiere adatto a lei. Le nostre strade si sono ben presto incrociate al Palazzetto Bru Zane ed è stato bello ritrovarla a distanza di tempo, qualche giorno fa, per questa breve intervista. 

Una chiacchierata su Venezia, sul lockdown vissuto e le riflessioni e i piccoli cambiamenti che sono scaturiti da questa lunga pausa, ma anche la consapevolezza di aver ritrovato una fresca energia per affrontare nuovi progetti.  


Giovanna è una veneziana doc, ma a 19 anni ha il coraggio di lasciare Venezia perché ha bisogno di esplorare il mondo e di diventare grande. Destinazione Inghilterra, dove studia comunicazione e design. Lavora e si afferma come illustratrice. Ma Venezia resta nel suo cuore e in un angolo della sua testa. Sa che proviene da una città meravigliosa con una un’atmosfera impossibile da trovare altrove. Infatti lei stessa sostiene:

la dimensione di Venezia è quella del piccolo villaggio, dove pur essendoci una vitalità artistica e culturale, una storia millenaria, è una città piccola per i canoni di oggi; si va in giro a piedi e questo ti porta ad avere un contatto con le persone che altre città non offrono. E rinunciare a questo aspetto, per me che sono cresciuta salutando tutti in strada e dando del tu a chiunque, è praticamente impossibile.

L’esperienza inglese volge al termine e decide di fare ritorno a casa; incontra colui che diventerà suo marito, crea una famiglia, nascono due bei bimbi. Con la caparbietà che la contraddistingue decide di riprendere gli studi anche in Italia e si laurea in lettere con indirizzo editoria e giornalismo. Conciliare però la famiglia e il lavoro di pendolare a Padova è difficile e in un momento di sconforto risuona profetica una domanda di suo padre: “ma perché non trovi un lavoro qui in città?” e quasi a guidare il suo cammino, le regala un libro sulla storia di Venezia. Una rivelazione! Avendo già un’ottima dimestichezza con le lingue straniere si mette a studiare e a leggere, e la storia di Venezia l’appassiona sempre di più, tanto da iniziare a uscire di casa non solo per incontrare le persone, ma per osservare i muri, gli affreschi, i bassorilievi. E’ così che inizia la sua avventura come guida prima nei Musei Civici fino ad ottenere 3 anni fa il patentino ufficiale di guida turistica.

Com’è stato ritornare a Venezia?

L’aver vissuto anni all’estero, l’aver visto altre realtà, ti porta a vedere la tua città con occhi freschi. Tornando a casa ho però subito capito che Venezia è una città che non sfrutta a pieno il suo potenziale e che in qualche modo resta incastrata in bicchieri d’acqua. L’ho vissuto sulla mia pelle soprattutto in ambito lavorativo. A volte ho avuto come l’impressione che questo stare seduti su ciò che già esiste sia una sorta di inerzia che alla lunga logora un po’ la realtà.

In qualità di guida turistica che Venezia ami proporre ai tuoi visitatori? 

Premetto che lavoro con piccoli gruppi; non disdegno numeri più grandi, ma ho la fortuna di entrare subito in contatto con la gente e con un ristretto numero di persone riesco ad aggiustare le tempistiche, gli argomenti, visto che le cose da dire possono essere tante anche se uno ha in programma “solo” Palazzo Ducale e la Basilica, come spesso accade. Cerco sempre di dare degli input per vedere anche altre cose della città, che poi sono quelle che la gente si porta nel cuore. E’ un altro modo di visitare la città, non bisogna aver paura di perdersi, ci si perde e ci si ritrova. L’anno scorso ho avuto la fortuna di essere contatta dall’agenzia Through Eternity Tours che lavora a Roma da tanti anni e che ora è approdata anche a Venezia. Per loro svolgo dei tour full day. Di cosa si tratta? Grazie ai full day hai modo di vedere tantissime cose, di esplorare luoghi che altrimenti non avresti modo di visitare. E vedo che questo è incredibilmente appagante come visita. Un’altra cosa che mi piace tanto è lavorare con i bambini in quanto ti permettono di vedere le cose da un’altra prospettiva, ed è rigenerante. 

Venezia, perché? 

Pur vivendoci e studiandola scopri ogni giorno qualcosa di nuovo. E’ una città che per ragioni strutturali ha dovuto mantenere la sua fisionomia per secoli, perché ovviamente non può espandersi; è interessante notare il dialogo che si è dovuto instaurare tra uomo e natura che ha fatto sì che la città si preservasse. Il fatto di avere così tanto che si sia preservato, fa sì che ci sia così tanto da ricercare. E’ come una continua caccia al tesoro, con piccoli indizi qua e là. Ovviamente se la si visita solo per un paio di giorni si ha solo un assaggio, ma più ci stai più entri nel gioco.

Perché un turista dovrebbe scegliere Venezia e decidere di trascorrervi più giorni? 

Venezia è diversa da tutto il resto del mondo. C’è differenza tra visitare e vivere. Venezia è una città che va vissuta. Anche se una persona sta qui 2 giorni ma ha una guida che l’accompagna per la durata del soggiorno, dovrebbe chiedere a questa guida di passare mezz’ora, un’ora in silenzio. I rumori di questa città (e questo lo si legge anche nei diari di viaggio dei viaggiatori del 1200, 1300, 1500), dall’acqua agli uccelli, ai passi delle persone, le chiacchiere, tutto ciò che riecheggia, ti proietta in una dimensione unica, e tutto ciò va assaporato e sono sicura che te lo porti via, ti resta.

Quando pensi a Venezia quale immagine ti viene in mente? 

A me piacciono tantissimo i mattoni e a Venezia fino al 700 le strade erano pavimentate, con mattoni a spina di pesce. A causa dell’acqua e dell’umidità sono stati sostituiti dai masegni, però alcuni luoghi hanno mantenuto questa pavimentazione con questi colori così caldi. Penso al campo dell’Abbazia, vicino alla Scuola Grande della Misericordia. In questo periodo ci sono andata spesso, con i miei libri e le mie guide e ho scoperto tantissime cose. Tra l’altro in questo periodo di lock down ho avuto modo di seguire anche dei corsi online, organizzati da  Itinerarte. E mi hanno rivelato mondi nascosti proprio a due passi da casa mia!

C’è un libro che consiglieresti su Venezia?

Proprio sulla scia di Itinerarte, e della prof.ssa Paola Placentino, ho iniziato a leggere The Architectural History of Venice, di Deborah Howard e devo dire che mi sta appassionando tantissimo. Parla di simbologia politica dietro alle scelte estetiche, ma rivela anche come opere mastodontiche come la Basilica della Salute sopravvivano ancora su un terreno molle e fangoso come quello Veneziano.

Un tour che consiglieresti ? 

Il sestiere di Castello merita di essere conosciuto meglio, anche perché è rimasto genuino, con più residenti. D’obbligo pranzare, o almeno cicchettare, alla Salvmeria da Bruno.
Per quanto riguarda le isole andrei a Torcello, dove tra le altre cose si mangia benissimo! Ovviamente bisogna visitare la Basilica di Santa Maria Assunta e salire sul Campanile dal quale si può ammirare un panorama mozzafiato.  


Anche la laguna sud merita di essere esplorata, penso ad esempio all’isola del
Lazzaretto, all’isola di San Servolo (consiglio la visita al Museo del manicomio o una passeggiata nel grande parco presente sull’isola).
Adoro l’isola di San Giorgio Maggiore, è una chicca! Le stanze del Vetro ad esempio sono una realtà d’eccellenza; vi si organizzano mostre intelligenti, spesso gratuite. C’è anche la Fondazione Cini con il suo refettorio Palladiano: uno dei posti più belli che abbia mai visto ma purtroppo oggi, e permettimi una vena polemica, ci si entra solo con l’audio guida. Per me questo non è etico e spero ci sia molto presto una riflessione e una riorganizzazione su questo argomento. 

Isola di San Giorgio Maggiore vista dal Campanile di San Marco

Che consiglio daresti per chi si appresta a visitare Venezia?

Credo sia importante un minimo di preparazione sulla città e sul suo funzionamento: sapere ad esempio che le macchine non si possono usare, meglio dotarsi di scarpe comode, che ci sono tanti ponti e magari pensare di visitarla con una guida.

Allora, perché non approfittarne?
Ecco come puoi contattare Giovanna e sapere più su di lei, sul suo lavoro e sui tour che propone per adulti e bambini.

Sito: giovannadicataldo.com
E-mail: giovannadicataldo7@gmail.com
Facebook: Giovanna – Sherazade a Venezia
Ti consiglio di seguire la sua pagina che è costantemente aggiornata e che propone un bel calendario di visite e appuntamenti per scoprire Venezia.

 “Last but not least”, Giovanna affitta anche un piccolo appartamento a pochi passi da San Marco, ideale per 2/3 persone, un’ottima soluzione per chi vuole godersi Venezia in tutta tranquillità.

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RETTIFICA: NUOVE DATE PER LA 17 MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA

Ci abbiamo sperato fino all’ultimo, ma purtroppo è di qualche giorno fa la notizia dello slittamento della 17. Mostra Internazionale di Architettura al 2021. Prevista originariamente a maggio, poi ad agosto, la Biennale Architettura si svolgerà da sabato 22 maggio a domenica 21 novembre 2021 per le ragioni che tutti conosciamo.

Nuove dare per la Biennale Architettura

Di conseguenza si è imposto un cambio date anche per la 59 Esposizione Internazionale d’arte che si svolgerà ora nel 2022, durerà 7 mesi e si terrà da sabato 23 aprile a domenica 27 novembre.

Vengono invece confermate le altre manifestazioni della Biennale di Venezia:

dal 2 al 12 settembre 2020
77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera;

dal 14 al 24 settembre 2020
48. Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella ;

dal 25 settembre al 4 ottobre 2020
64. Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Ivan Fedele;

dal 13 al 25 ottobre 2020
14. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard 

La Biennale si adatterà comunque al momento storico che stiamo vivendo e nei luoghi della manifestazione, il Padiglione Centrale, i Giardini e l’Arsenale, si respirerà aria di arte e cultura.

A partire dal 29 agosto e fino alla fine dell’anno sarà infatti allestita al Padiglione Centrale una mostra su episodi particolarmente significativi della storia della Biennale, che vedrà in dialogo tutte le sue discipline artistiche.

La mostra sarà curata per la prima volta collettivamente da tutti i Direttori artistici dei Settori: Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura) e sarà organizzata con i materiali dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale (ASAC) e con materiali provenienti da altri importanti archivi.
 
Ai Giardini e all’Arsenale nello stesso periodo avranno luogo attività, spettacoli dal vivo e performance dei giovani artisti della Biennale College dei Settori Danza, Musica e Teatro. Sarà allestita un’arena per proiezioni cinematografiche all’aperto che comprenderà anche il periodo della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre). Saranno organizzate visite guidate sulla storia dei Padiglioni e dei Giardini, sede originaria della Biennale Arte. Analoghi percorsi di visite guidate si terranno all’Arsenale, incentrati sulla storia degli edifici e sui restauri eseguiti dalla Biennale.

A breve dovrebbe essere disponibile il programma dettagliato.