Carnevale

GRAND OPENING CARNEVALE 2020

LA FESTA VENEZIANA SULL’ACQUA

E’ stato un weekend ricco in emozioni quello che si è appena concluso.

Pur vivendo a Venezia da anni, non avevo mai assistito all’apertura del Carnevale: il lavoro, troppa confusione, magari la prossima volta mi organizzo meglio, o quasi quasi ne approfitto per andare via qualche giorno da Venezia, insomma c’è sempre stato qualcosa che mi ha trattenuto dal buttarmi in strada; quest’anno invece ci sono e devo ammettere che per il momento sono stata piacevolmente sorpresa.

Venezia d’altro canto non mi ha mai deluso con le sue proposte negli eventi clou, basti pensare ai fuochi d’artificio del Redentore o a quelli della notte di Capodanno: uno spettacolo nello spettacolo. 

Quest’anno, grazie a questo blog, ho ottenuto il pass per la stampa e ciò rappresenta sicuramente l’occasione di vivere e di poter raccontare il Carnevale in maniera diversa. Non nascondo che l’eccitazione è ai massimi livelli. Il primo evento a cui posso accedere è il cosiddetto Carnevale dei veneziani, due giorni di festa sull’acqua che si sono svolti sabato 8 e domenica 9 febbraio. 

Come per gli anni precedenti, l’inaugurazione del Carnevale ha luogo lungo il rio di Cannaregio. 

Uscita di casa decido di recarmi a piedi verso Strada Nuova; passo svelto, non voglio arrivare in ritardo, è piacevole stare fuori, l’aria è tiepida per essere febbraio.

Raggiungo Davide e troviamo posto all’imbarcadero delle Guglie; non potevamo sperare in una posizione migliore, siamo proprio a filo dell’acqua.

Non so cosa aspettarmi; mi guardo intorno. Accanto a noi fotografi e giornalisti, lungo la riva tantissima gente ha trovato la propria postazione; da quanto tempo sono lì in attesa? 

Penso a tutta la macchina organizzativa: una sfilata sull’acqua non deve essere semplice da concepire, allestire, organizzare. 

E gli artisti? Ho sentito parlare di acrobati, ballerini, giocolieri. Il canale di Cannaregio sarà il loro palcoscenico galleggiante. Riusciranno a mantenere l’equilibrio su una barca in movimento? 

Con l’impazienza di una bambina, non vedo l’ora che tutto abbia inizio. 

E il titolo della serata, Amoris Causa, come verrà declinato? Amore, uno dei temi di questo Carnevale: onore dunque alla più saggia delle follie! 

La magia e la poesia non tardano ad arrivare. 

Le barche iniziano a scivolare lentamente sull’acqua: a bordo artisti che danzano all’interno di bolle trasparenti, cavalieri e mangiatori di fuoco, acrobati: tutti accomunati da un unico sentimento, quello dell’amore, mostrato da ognuno di loro nelle sue diverse sfaccettature. 

Anche la musica la fa da padrona: una bellissima e penetrante The Soud of Silence, nella versione interpretata dai Disturbed, e la gioiosa Viva la Vida dei Cold Play fanno rimbalzare le varie emozioni che lo spettacolo suscita (credo) in ognuno di noi.

Il picco di poesia si ha all’arrivo di una ragazza vestita di rosso, sospesa in aria da una moltitudine di molecole di elio. Attraversa il canale con una leggerezza mai vista, fino ad incontrare il suo lui, ancorato ad un braccio meccanico. Sembrano cercarsi, trovarsi per poi separarsi di nuovo, ma poi finalmente si ritrovano, si toccano, arriva il bacio. Uniti dopo tanto vagare. 

Sarà allora questo l’amore? Un andare e tornare, la voglia di lasciarsi andare e liberarsi di tutto, tentando di conservare e preservare la propria parte più razionale? 

E non sarà forse questo il mio rapporto con Venezia? Una città che può stordirti per la sua bellezza e per la sua fragilità e che non vuoi più abbandonare, ma che allo stesso tempo ti mette a dura prova e sembra prendere più di quello che ti dà. Ti ripeti che un giorno partirai, la lascerai questa città, ma sei ancora qui: Venezia ti dà sempre una scusa per restare. 

Ma che Carnevale sarebbe se non ci si lascia andare alle emozioni e a qualche piccola trasgressione? 

Un grande applauso alla compagnia veneziana Wavents e a Opera Fiammae per questo regalo fatto di luci, colori, suoni, emozioni e coreografie mozzafiato. 

Tutt’altra atmosfera invece domenica per la seconda parte della Festa Veneziana sull’acqua. 

Si preannuncia una giornata allegra e soleggiata. 

Questa volta sono da sola, Davide non ha potuto raggiungermi. 

Sempre a piedi mi avvio verso il rio di Cannaregio per il gran finale del corteo di barche partite da Punta della Dogana. Già prima di arrivare, tra i canali di Venezia incrocio imbarcazioni di vario tipo, tutte colorate, ognuna travestita con un tema differente (ci sono il gallo, il gabbiano, il drago, il delfino… ), con a bordo adulti e ragazzini, che fin dalla più tenera età si cimentano nello sport veneziano per eccellenza, la voga alla veneta. 

Le barche, dopo il consueto alzaremi davanti al Ponte di Rialto, fanno il loro ingresso sul canale di Cannaregio. Questo preannuncia l’arrivo a breve della Pantegana gigante di cartapesta a bordo della cosiddetta “peata”, una grossa imbarcazione da trasporto utilizzata in laguna. 

Subito dopo il suo arrivo coriandoli e stelle filanti vengono sparati dal suo dorso. 

Il Carnevale 2020 ha ufficialmente inizio. 

È il momento di dirigersi verso gli stand enogastronomici offerti dai ristoratori dell’ A.E.P.E. (Associazione Esercenti Pubblici Esercizi) e allestiti lungo la fondamenta dove è possibile assaggiare prodotti de territorio; inutile dire che vengono letteralmente presi d’assalto. 

Attendo il deflusso delle persone, vorrei riuscire a scambiare qualche parola con chi il Carnevale lo vive da protagonista e in maniera attiva.

Mi avvicino ad una barca di vogatori; pochi scambi di battute, sono tutti troppo su di giri per potermi concedere un’intervista. Li lascio alla loro allegria e al loro meritato riposo dopo lo sforzo compiuto. 

Proseguo la mia passeggiata e incontro Eleonora, una delle Marie della passata edizione. Quella di oggi è la loro ultima partecipazione al Carnevale, tra qualche giorno ci sarà il passaggio di consegne con le nuove ragazze elette. 

Per Eleonora è il sogno di bambina che diventa realtà. 

Con una spontaneità disarmante mi racconta: 

“Ho sempre seguito in compagnia della mamma e la nonna il corteo delle Marie che, partendo da San Pietro di Castello, arriva fino a San Marco. L’anno scorso, al compimento del diciottesimo anno, sono riuscita a coronare il mio sogno. Non me l’aspettava; era anche l’anno della maturità, l’ansia era onnipresente.

È stata un’esperienza magica, mi è sembrato di aver vissuto una favola, per i vestiti, i gioielli, il corteo. Il primo giorno ti portano in portantina da San Pietro a San Marco ed è un’emozione indescrivibile. Vedere tutte quelle che persone che sono lì per te…. Ero estremamente commossa.

Ho vinto come Maria del Gazzettino, il che vuol dire che sono stata votata dai Veneziani. Sono entrata nelle case delle persone e nei cuori di chi mi seguiva e questo mi ha riempito di gioia. È stata molto forte la partecipazione di chi ancora ama il Carnevale.

Ieri abbiamo assistito alla selezione delle nuove Marie. Il 14 andremo ad aiutare a vestire le nuove ragazze e poi la mia esperienza si conclude qui. 

Se potessi rifarei tutto.”

E allora buon tutto Eleonora, ti aspettano sicuramente altri amori, altri giochi, altre follie!

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